L’Hyperloop ai più sarà sembrata l’ennesima boutade uscita dalla fucina di idee di quell’Elon Musk che, tra alti e bassi, ha contribuito a sfornare PayPal, Tesla Motors e SpaceX. Sentire però parlare di “Tube Logistic” dal DHL Global Forwarding fa immediatamente capire una cosa: se una tecnologia può migliorare (anche economicamente parlando) un settore, “ride bene chi ride ultimo” è quanto mai il modo di dire giusto per l’occasione.
Dunque, nell’ottica di far viaggiare tonnellate di merci ad altissima velocità in “tubi” interrati, ecco che l’Hyperloop diventa immediatamente realistico.

Tube logistic, il futuro della logistica?
Va detta una cosa: movimentare la merce costa. Ne va aggiunta un’altra: oggi tutto il mondo sviluppato esige di ottenere ciò che desidera seduta stante, o quasi.
Si pone quindi un duplice problema, di natura pratica ed economica, ossia come fare a ridurre i costi aumentando le performance. Per DHL Global Forwarding i sistemi infrastrutturali “a tubo”, come l’Hyperloop, potrebbero essere la risposta.
I segnali ci sono tutti: il trasporto di superficie ha evidenti limiti, se non altro per la congestione delle reti stradali ed i costi del traffico aereo (per non parlare dell’inquinamento che ne deriva), ed esistono già casi che evidenziano la convenienza del trasporto sotterraneo.

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Infrastrutture a tubo, merce a velocità supersonica
I sistemi Hyperloop, ora alla ribalta per via dell’annunciata costruzione del primo tra San Francisco e Los Angeles, offrono una prospettiva futuristica ma decisamente allettante: una navicelle a propulsione magnetica, nessun conducente, poco inquinamento – tralasciamo in questa sede l’impatto della sua costruzione – e tempi da record.
I 600 km che separano le due città californiane sarebbe coperto in appena 30 minuti: per fare un parallelo, per andare da Roma a Milano ne occorrerebbero ancora meno contro le tre ore e mezza impiegate oggi dall’alta velocità ferroviaria.

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I case history, dal Maglev a New York
Per DHL si tratta di fantascienza sino ad un certo punto: anche senza arrivare ai 1.200 km/h dell’Hyperloop, la tecnologia a lievitazione magnetica è già in uso da decenni per i treni Maglev, mentre città come Tokyo e New York sfruttano già la rete di trasporti metropolitani sotterranei per movimentare merci di notte, quando il traffico passeggeri è minimo.
I sistemi di trasporto merci urbani sotterranei sono costituiti da speciali reti di tubo-merci dedicate, o di nuova costruzione, o integrate a tubi già esistenti. Le capsule senza conducenti possono essere caricate su euro-pallet o trasportate come pacchi e possono funzionare autonomamente in binari dedicati: ad esempio, tra centri di consolidamento periferici attraverso i nodi della città. Questo tipo di trasporto consentirebbe la movimentazione di grandi volumi di merci in aree urbane ormai altamente trafficate, senza provocare alcun impatto sui mezzi in superficie (es. Mole Solutions).
Senza contare i benefici che si possono trarre dalla riduzione del rumore e dell’inquinamento atmosferico.