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Traffici marittimi Asia-Europa, il Mar Rosso ‘gonfia’ la domanda

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Negli ultimi mesi, i traffici marittimi tra Asia ed Europa, già condizionati da oltre un anno di crisi delle rotte storiche tramite il canale di Suez, hanno visto nuove fluttuazioni causate dagli scenari di incertezza generati dalle politiche tariffarie degli Stati Uniti. 

Questi eventi hanno avuto un impatto profondo sulle rotte commerciali, sui costi di trasporto e sulla domanda di merci: se trasportare merci non è mai stato così caro, la domanda di passaggi marittimi dall’Asia all’Europa è apparentemente cresciuta, anche si tratta di un risultato ‘drogato’ dalle condizioni particolari.

Gli analisti del settore marittimo mettono infatti in guardia rispetto al ritorno alla normalità di Suez, che potrebbe improvvisamente far scoprire la reale lunghezza della coperta.

Crisi del Mar Rosso e traffici marittimi

La crisi del Mar Rosso, iniziata nel 2024, ha costretto molte navi a deviare la loro rotta attraverso il Capo di Buona Speranza, con ripercussioni medie sui tempi di transito nell’ordine dei 7-14 giorni. La conseguenza naturale è stata l’aumento dei costi di trasporto: fino a sette volte rispetto ai livelli precedenti la crisi – solo nel 2024 sono quadruplicati. In media la crisi ha portato ad un aumento generalizzato del 30% nei tempi di trasporto, facendo lievitare le tariffe di spedizione. 

Come i porti del Mediterraneo meridionale – su tutti, il Pireo – hanno registrato drastiche perdite nei volumi di merci trattati, anche gli scali lungo la costa occidentale dell’Arabia Saudita, come Jeddah e King Abdullah Port, hanno subito una forte riduzione delle attività di trasbordo: d’altronde essi lavoravano prevalentemente facendo perno sull’attività del canale egiziano, che, come confermato dall’Istituto di Statistica egiziano, ha perso nell’arco del 2024 oltre il 53% dei propri traffici.

Secondo il Boston Consulting Group, il prolungarsi della crisi potrebbe avere strascichi, continuando a influenzare negativamente il commercio globale, fino al 2026.

La domanda tra Asia ed Europa

Guardando la domanda sulla rotta Asia-Europa, nel 2024 risulta cresciuta dell’8,5%, ma, come anticipato, si tratta di un dato gonfiato dalla richiesta di un maggior numero di transiti per garantire i ritmi di approvvigionamento storici a fronte di tempi di transito più lunghi.

Ciò considerando, il tasso di crescita effettivo scende in un range compreso tra il 4,5% e il 6,5%.

Ultimamente, la prospettiva di un cessate il fuoco duraturo in Medio Oriente ha riportato in auge l’ipotesi di una ripresa dei transiti a pieno regime attraverso il Canale di Suez, per quanto le compagnie di navigazione rimangano diffidenti. 

Un ritorno di Suez in grande stile potrebbe, ovviamente, portare a una riduzione dei tempi di transito e dei costi di trasporto: tuttavia, secondo Sea-Intelligence, l’effetto sulla domanda sarebbe simmetrico, con un impatto negativo di -2,9 punti percentuali sulla crescita della domanda nell’anno successivo alla riapertura. La contrazione della catena di approvvigionamento potrebbe avvenire più rapidamente della sua espansione, amplificando l’impatto.

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